mercoledì 9 maggio 2007

Tokyo soup

Uno sguardo crudo sulla società occidentale e sugli effetti che il nostro modo di vivere e di rapportarsi alla vita hanno sulla psiche. E’ questo il fil rouge del libro di Murakami, un thriller appassionante fino all’ultima pagina con il suo classico stile splatter che evidenzia, attraverso il paradosso dell’estremizzazione della realtà, quanto un serial killer atroce, disumano, possa essere uno di noi.

Come nota stupefatto il protagonista giapponese, gli abissi a cui lo conducono le atrocità commesse da un anonimo – e per questo comune – Frank, gli sono familiari. Non suscitano in lui quel ribrezzo che riteniamo normale deve esserci. Alla fine, quale catarsi estrema, all’atroce Frank la facciamo passare liscia. Non riusciamo a volergli male. Perché riconosciamo in lui, e sublimiamo nel racconto romanzato quella parte oscura di noi nascosta nel nostro io più recondito.

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