Ieri sera al Teatro India la celebre tragedia di William Shakespeare nell'allestimento di Elena Bucci e Marco Sgrosso. Lo strumento della sperimentazione teatrale regala soluzioni sceniche e narrative infinite, specie nei grandi classici dove la storia è generalmente conosciuta dagli spettatori e la concentrazione si sposta dal "cosa" al "come". In questo caso l'impressione è che queste potenzialità non si siano sfruttate appieno. Si ha la sensazione di aver assistito ad una rappresentazione della sinossi del testo senza un originale intervento narrativo.Un appunto. Alla rappresentazione era presente una scolaresca, che sicuramente ha creato confusione e non ha permesso agli attori la giusta concentrazione. Ma la ramanzina della regista alla fine, con fare scocciato, poteva tranquillamente essere risparmiata. Penso che chi vive di teatro sia consapevole che portare un gruppo di quindicenni alla rappresentazione di una tragedia shakespeariana comporti qualche piccolo inconveniente in termini di silenzio e concentrazione che bisogna mettere in conto. Senza considerare che, esclusi gli studenti, ieri il teatro sarebbe stato mezzo vuoto.
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