giovedì 8 febbraio 2007

Il bianco e il nero


Come riuscire a litigare col cinema e a far pace nel giro di ventiquattro ore. E' quello che mi è successo tra ieri sera e oggi pomeriggio. Il luogo è il cinema "Greenwich" di Roma, le sale la 1 e la 3.
Ieri ho visto una specie di film che si candida a diventare forse il più brutto dell'anno - e siamo appena a febbraio. Pupi Avati realizza un guazzabuglio dove attori famosi+regista di fame dovrebbero dare come risultato successo sicuro. Peccato che la solita pastoia di dialoghi, tra l'altro strutturati male fin quasi a sfiorare il ridicolo, strozzi qualsiasi volontà narrativa alle immagini, in un film che - come accade spesso nel cinema di Avati - può benissimo essere solo ascoltato. Ciò nonostante la storia non ha un senso logico credibile, è tirata via quasi con fastidio, per nulla approfondita nei suoi aspetti psicologici che invece dovrebbero rappresentarne il punto forte. Da avvilirsi.
Per fortuna che nella sala a fianco si proietta l'ultimo film di Aki Kaurismaki. Il regista finlandese realizza un'opera di alto livello. La sua fotografia inconfondibile descrive in maniera sublime il clima freddo, buio del nord Europa che riprende la freddezza dei personaggi i cui sentimenti sono appena accennati, quasi con vergogna. Il cinema esiste ancora.

Nessun commento: