martedì 29 maggio 2007

Modus vivendi

Ho appena finito di leggere un libro di un sociologo molto importante che parla di come nel nostro mondo l'insicurezza interiore si trasformi in un bisogno di protezione esterna, delle nuove paure, della mancanza di certezze. Certo, fa fico leggere un libro così. Io, però, mi sono accorto che di averlo letto senza attenzione. Pieno di parole che non aggiungono e non tolgono nulla.

Così, mentre un pomeriggio della scorsa settimana, ero seduto su una panchina a leggere le ultime pagine, mi si siedono sulla panchina di fronte due donne, madre e figlia. Cominciano una appassionata discussione sul futuro dei giocatori della Roma, che loro chiamano familiarmente per nome. Poi la mamma racconta che in mattinata aveva avuto una discussione con un tale che aveva criticato il nome della secondogenita di Francesco Totti, con l'argomentazione per cui ogni genitore dà ai propri figli un nome che gli ricorda qualcosa di bello. Poi si rivolge dolcemente alla figlia e le confida di averle messo il suo nome - in italiano - perchè ai tempi le piaceva moltissimo la principessa Sissi.


Quando è stata l'ora di andare mi sono reso conto di aver passato l'ultima mezz'ora ad ascoltare la loro storia, mentre ho sfogliato decine di pagine del libro di cui non ricordo nulla. Ma quelle due donne avevano fatto al mio umore quello che il sociologo non potrebbe fare neppure scrivendo una enciclopedia intera. Mi sono alzato e le ho salutate. E sono andato via contento.


P.s: qual è il nome italiano della principessa Sissi?? (Non vale guardare su internet..)

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