martedì 3 aprile 2007

Le trecento opere di Learco

Fra i vari libri che mi sono stati regalati per il mio compleanno il primo che ho preso in mano è stato questo. Ero curioso, anche perchè è uno dei consigli letterari di Bloggo di cui apprezzo i gusti in campo letterario e musicale. Così, fomentato anche dalla presentazione dell'autore "una delle storie più divertenti che ci siano mai state raccontate", parto in quarta nella lettura. All'inizio resto un po' sconcertato, poi perplesso, infine deluso. Della comicità fulminante di cui la brevità dei componimenti sembra l'input, non c'è traccia. Si sorride (io) appena su due o tre delle trecento "opere" di cui è composto il libro. L'idea che mi sono fatto è che queste cose, sentite dire da un simpatico vecchietto in dialetto sono sicuramente divertenti, estrapolate da questo contesto e lette su un libro non rendono. Apprezzo da sempre lo sperimentalismo letterario, sia di forma che di contenuto. Ma qui non ritrovo nulla di rilevante in questo senso. Sinceramente parlare di capolavoro della letteratura e dell'umorismo contemporaneo mi sembra eccessivo

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