
Non c'è che dire, a Marco Paolini piacciono le sfide. E lo dimostra nell'ultimo spettacolo, che presenta in questi giorni al Teatro Argentina a Roma, mettendo in scena con la sua solita abilità nel monologo la disfatta nella campagna di Russia del 1942, dove persero la vita decine di migliaia di soldati italiani mandati letteralmente allo sbaraglio nel gelo della steppa. Nelle due ore di spettacolo Paolini prende per mano il pubblico e lo porta nelle trincee sul Don tra i giovani soldati provenienti da ogni parte d'Italia e, immergendosi nelle pagine del libro di Rigoni Stern, ci svela momenti di vita quotidiana, dialoghi surreali che accentuano il paradosso di una situazione così inutile e irreale. Un testo non facile, per ricordare quello che rimane ormai solo nella memoria di chi l'ha vissuto.
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