La capacità di raccontare i fatti facendo vivere a chi ascolta le emozioni di essere là dove quei fatti avvenivano. E' la sensazione che si ha dopo aver assistito alla piece teatrale di Fausto Paravidino sui fatti di Genova, dal G8 alle manifestazioni alla morte di Carlo Giuliani fino alle violenze nella caserma di Bolzaneto. A narrare sono gli attori, "travestiti" da gente normale, come erano quelle decine di migliaia di persone che si trovavano a Genova nel luglio di sei anni fa per dire di no a un mondo che non piace e che si sono ritrovate catapultate dentro a un inferno. L'ottica per una volta (per fortuna) non vuole essere asettica, imparziale, ma è quella di chi quegli scontri li ha vissuti da dentro, ne è stato vittima. Così si spiega il duro atto di accusa verso l'operato delle forze dell'ordine che, visto da quest'ottica, appare ancor più incomprensibile e - forse proprio per questo - preordinato. Una bella pagina di teatro civile. A seguire un dibattito-incontro di cui, sinceramente, si fa fatica a capire il senso.
mercoledì 28 febbraio 2007
Genova 01
La capacità di raccontare i fatti facendo vivere a chi ascolta le emozioni di essere là dove quei fatti avvenivano. E' la sensazione che si ha dopo aver assistito alla piece teatrale di Fausto Paravidino sui fatti di Genova, dal G8 alle manifestazioni alla morte di Carlo Giuliani fino alle violenze nella caserma di Bolzaneto. A narrare sono gli attori, "travestiti" da gente normale, come erano quelle decine di migliaia di persone che si trovavano a Genova nel luglio di sei anni fa per dire di no a un mondo che non piace e che si sono ritrovate catapultate dentro a un inferno. L'ottica per una volta (per fortuna) non vuole essere asettica, imparziale, ma è quella di chi quegli scontri li ha vissuti da dentro, ne è stato vittima. Così si spiega il duro atto di accusa verso l'operato delle forze dell'ordine che, visto da quest'ottica, appare ancor più incomprensibile e - forse proprio per questo - preordinato. Una bella pagina di teatro civile. A seguire un dibattito-incontro di cui, sinceramente, si fa fatica a capire il senso.
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